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日志


9月16日

Aggiornamento from FB

Questo dannato programma mi ha allontanato dal mio Spaces in maniera allucinante, tempo fa almeno una volta al mese, oppure se succedeva qualcosa di fiQuo (vedi concerto Tzn) seguiva rapporto completo o 'sunto dei miei pensieri riguardo la vicenda...Indi! Nell'attesa di eliminare il nemico per sempre dalla faccia della terra -Facebook- lo sfrutterò per propinarvi le mie elucubrazioni professionali [XD].

Famo tipo diario? Famolo.


Domenica 31 Maggio, 2009
Mi sono resa conto che ultimamente la mia vita sembra procede bene: lentamente, molto lentamente, sto recuperando quell'equilibrio perso gli ultimi anni di Liceo. Certo, è inevitabile sentire sotto sotto come una patina grigiolina... una macchia ancora non lavata sul pavimento sulla quale potresti scivolare in qualsiasi momento. Sembra sempre pronta a cogliere il minimo momento di distrazione...sembra il Passato.

Qualche weekend fa -credo, ultimamente perdo la cognizione del tempo- sono andata al Festival della Psicologia. Devo dire che molti sono stati gli spunti di riflessione ma comunque meno, quelli che mi hanno colpito veramente. Uno di questi me l'ha offerto il signor Francesco Alberoni, che ha parlato del passaggio tra Innamoramento e Amore, tentando di definirli e spiegare che meccanisco scatta quando il semplice piacere si trasforma in un forte sentimento.
Sarò breve nel descrivere le premesse: ci sono quattro tipi di forze, che possono creare un legame. Uno è il Piacere, poi viene la Perdita, il Desiderio (che nasce sia dall'Indicazione "Quello che desideriamo in genere lo desiderano tutti" che dalla Competizione "Io amo questa persona perchè so che c'è qualcun altro, nel mondo, che la vuole") e per ultimo lo Stato Nascente. Tutte queste forze però non sono sufficienti, singolarmente, a creare un legame duraturo: quando svanisce la passione, quando conquisto quello che desidero, passa il momento di enfasi iniziale...il legame è perso. Qual'è allora quel qualcosa in più?
Alberoni risponde così: la voglia di conoscere l'altro.
Quando ci troviamo nella fase nascente, proviamo certamente svariati desideri e pulsioni ai quali però si dovrebbe aggiungere il voler sapere tutto della persona che abbiamo di fronte. E qui entra in gioco il fatidico Passato. Attenzione però, non stiamo parlando di una Regressione che prevede un ritorno come dire statico, che ti blocca e ti lascia incagliato lì...ma di uno dinamico che può avvenire solamente attraverso la sua comunicazione. Quando noi raccontiamo le nostre esperienze ad altre persone, infatti, è come se rivisitassimo i minuti, giorni, mesi, addirittura anni trascorsi e...li superassimo. Quando si racconta, tutto diventa fluido i nostri ricordi prendono il loro posto, quasi si modificano. Avviene un vero e proprio distacco che ti rende a tutti gli effetti disponibile all'altro, il quale non prova gelosia perché sente, percepisce, quando il superamento avviene veramente, che non ce n'é bisogno, che bisogna perdonare ed uscirne insieme.
Quando questo avviene da entrambe le parti, si crea automaticamente la possibilità di creare una nuova storia, in cui i due amati si ricostruiscono e si abbandonano completamente all'altro, regalandosi fiducia.

Ultimamente, anche se tutto come già detto sta andando bene, è come se avessi la sensazione di essere arrivata ad un limite, al massimo raggiungibile con le mie sole forze e ci volesse un'altra mano e un altro straccio a pulire con me la macchia del pavimento.

Nell'attesa mi toccherà spolverare un pò la camera, pazienza.

 

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Kahlil Gibran
Kahlil nasce a Bisherri il 6 Gennaio 1883, una cittadina nel Libano settentrionale, luogo circondato dai famosi "Cedri del Libano". Si chiamava Gibran Khalil Gibran ma quando emigrò negli Stati Uniti a undici anni il nome gli fu abbreviato da un'insegnante inglese. Nei suoi scritti in inglese la sua firma sarà sempre Kahlil Gibran. (da http://www.aurorablu.it/gibran/kg.htm)

Questo uomo era un grande poeta, pittore e filosofo. Come pochi altri al mondo, riesce, attraverso le sue parole, a smuovere i fili della mia anima. Ogni parola, ogni metafora, ogni immagine evocata sono per me qualcosa di profondo e sensazionale, doveroso da condividere. Per non parlare degli insegnamenti di cui tutti dovremmo fare tesoro...

Dice di sè...


 

Non sono né un artista né un poeta.
Ho trascorso i miei giorni scrivendo e dipingendo,
ma non sono in sintonia
con i miei giorni e le mie notti.
Sono una nube,
una nube che si confonde con gli oggetti,
ma ad essi mai si unisce.
Sono una nube,
e nella nube è la mia solitudine,
la mia fame e la mia sete.
La calamità è che la nube, la mia realtà,
anela di udire qualcunaltro che dica:
<<Non sei solo in questo mondo
ma siamo due, insieme,
e io so chi sei tu>>
.



 

Da "Gesu' figlio dell'uomo"


 

La mente soppesa e misura,
ma è lo spirito che giunge al cuore della vita
e ne abbraccia il segreto;
e il seme dello spirito è immortale.
Il vento puo' soffiare e placarsi,
e il mare fluire e rifluire:
ma il cuore della vita
è sfera immobile e serena,
e in quel punto rifulge
una stella che è fissa in eterno.



 

Sulla tristezza.


 

Interrogo la tristezza e scopro
che non ha il dono della parola;
eppure, se potesse,
sono convinto che pronuncerebbe
una parola più dolce della gioia.



 

Da "Self-Portrait".


 

Le cose che il bambino ama
rimangono nel regno del cuore fino alla vecchiaia.
La cosa più bella della vita,
è che la nostra anima
rimanga ad aleggiare
nei luoghi dove una volta giocavamo.



 

Da "A treasury of Kahlil Gibran".


 

Com'è cieco colui che immagina
e progetta qualcosa
fino ai più realistici dettagli.
e quando non risce a darne conto interamente
con misure superficiali e prove verbali,
crede che la sua idea
e la sua fantasia siano vanità!
Se invece riflettesse con sincerità,
si convincerebbe che la sua idea è reale
tanto quanto l'uccello in volo,
solo che non è ancora cristalizzata;
e capirà che l'idea è un segmento
di conoscenza
ancora ineslicabile in cifre e parole,
poichè troppo alta e troppo vasta
per essere imprigionata
nel momento presente;
ancora troppo profondamente immersa
nello spirituale
per piegarsi al reale.
3月17日

Le famose Pallottole...

Non ho tempo di spiegare tutto, riassumerò quest'ultimo mese con dei flash cui titolo del blog fa riferimento..
 
 
"Poi visto che è San Valentino l'atmosfera è diversa....."                                                
                          "Se tra un anno non migliora dovrai fare un intervento..."
 "Grazie topolina! Ti voglio bene anche io!"               "Preparati! Tra poco tornerò in pista e sarai la prima che inviterò!"
                                                    "Non ti fare strane idee, stavo solo pensando alle diversità..."
 "Con o senza Mattia io voglio bailar!"                                              "Ma io e te...vederci no eh??"   
        "Non ce la faccio più..."                          
"Se hai due minuti per parlare...Fammi uno squillo!" [I famosi trequarti d'ora]
"A voi donne, che siete amiche, che siete l'amore: auguri di cuore."                                             
 "ODDIO L'HA FATTO! Mi ha detto Ti Amo!"                                          
"Pensavo non ti interessasse, tutto qua."
                  "Anche questo qui, si potrebbe considerare tradimento."
       "Sembrate il trio medusa..."       "Miraccomando non cambiare mai."
"Così non ha molto senso che stiate insieme.."               "La accortecceranno, diventerà una scatola da scarpe."
        "Tu proprio non capisci niente."                                           "Sei stato bene allora? Si. Tu? Sì."
       "Attenzione che fai male al bambino!"                                  
"Ma perchè tu ci devi essere sempre e le altre no?"   
"Ca**o! Ho fatto una minchiata, sono un'idiota!"                         "Quando torni, guida piano. Notte..."
"Ma io devo proprio chiedertelo: state insieme?"                     "Grazie di tutto."
2月9日

I am what I am.

I aM wHaT i Am

I'm Elisa.

 

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Elisa è sincerità, onestà e umiltà.
Elisa è bontà, simpatia e sorriso sul volto.
Elisa è lacrime, sensibilità e fragilità. (Frailty, thy name is woman).

Elisa è rabbia, vendetta e gelosia.

Elisa è aggressività, urla e istinto.

Elisa è cortesia, gentilezza e rispetto.

Elisa è parole e libri. Musica e canzone.

Elisa è soul, salsa e hip hop.

Elisa è jazz, blues e rock.

Elisa è dipinto, disegno e ritratto.

Elisa è poesia.

Elisa è impegno e dedizione.
Elisa è severità e autocontrollo.

Elisa è discrezione, timidezza e riservatezza.

Elisa è bisogno.

Elisa è dolcezza, è contatto.

Elisa è abbraccio, carezza e bacio.

Elisa è passione e sensualità.

Elisa è sfiorarsi.

Elisa è respirarsi.

Elisa è profumo.

Elisa è colazione all’alba, pranzi e cena a dismisura.

Elisa è cucina.

Elisa è dolci (ma soprattutto Mascarpone).

Elisa è messaggi e squilli continui.

È cioccolatini, biglietti, pensieri e regali.

Elisa è romanticismo, è mesiversario, anniversario, è il primo bacio.

Elisa è sorpresa.

Elisa è aspettative.

Elisa è analizzare, ascoltare e capire.

Elisa è cartoni della Disney, favole e magia.

Elisa è gioco, scherzo e divertimento.

Elisa è Amicizia, Famiglia e Amore.

Elisa è Mente e Corpo.

Elisa è semplicità e difficoltà.

Elisa è bambina, ragazza e donna.

Elisa è pazienza, razionalità e intelligenza.

Elisa è presenza.

Elisa è testardaggine e insicurezza.

Elisa è l’ultima parola.

Elisa è la piccola cosa.

Elisa è dettaglio.

Elisa è ricordo.

Elisa è sogno.

Elisa è l'invisibile.

Elisa è l’insospettabile, l’irraggiungibile, l’inavvicinabile.

Elisa è e non è.

Elisa è follia.

Elisa è imperfezione.

Elisa è unicità e rarità.

 

Io SoNo QuElLo ChE sOnO.

Io sono Elisa.

 

***

Auguri 'more.

1月23日

Poesia

Alda Merini.
Pensiero, io non ho più parole.
Ma cosa sei tu in sostanza?
qualcosa che lacrima a volte,
e a volte dà luce.
Pensiero,dove hai le radici?
Nella mia anima folle
o nel mio grembo distrutto?
Sei così ardito vorace,
consumi ogni distanza;
dimmi che io mi ritorca
come ha già fatto Orfeo
guardando la sua Euridice,
e così possa perderti
nell'antro della follia.

1月16日

Seguendo la curiosità.

Dal blog di un amico, sono arrivata, per pura curiosità, al blog di una ragazza cui ultimo intervento mi ha fatto molto riflettere. Ho deciso di riportarlo qui di seguito ma, attenzione, senza violare in alcun modo la sua privacy in quanto, di fatto, non sto facendo altro che pubblicare una citazione letteraria. 

Probabilmente, dopo aver terminato Momo, vedrò di procurarmi quest'altro libro^^

 

L'insostenibile leggerezza dell'essere.

"E' un amore disinteressato: Tereza non vuole nulla da Karenin. Non vuole nemmeno l'amore. Non si è mai posta quelle domande che torturano le coppie umane: mi ama? Ha mai amato qualcuna più di me? Mi ama più di quanto lo ami io? Forse tutte queste domande rivolte all'amore, che lo misurano, lo indagano, lo esaminano, lo sottopongono a interrogatorio, riescono anche a distruggerlo sul nascere. Forse non siamo capaci di amare proprio perché desideriamo essere amati, vale a dire vogliamo qualcosa (l'amore) dell'altro invece di avvicinarci a lui senza pretese e volere solo la sua semplice presenza."

 

[M. Kundera]

 

Ecco, ora, io non credo necessario cadere in estremismi: è inevitabile, quando si comincia una relazione di qualunque tipo, porsi delle domande. Se così non fosse, la questione diventerebbe ancora più preoccupante (a mio parere). Quello che però bisognerebbe raccogliere da queste parole e di cui bisognerebbe fare tesoro…E’ il sottile legame che lega il pensiero al reale, quello che senti con quello che effettivamente vivi. Una storia d’amore non può essere caratterizzata da dubbi e interrogativi. Soprattutto inizialmente, ciò che ha più valore, sono le emozioni e le sensazioni che si provano solamente stando vicina ad un’altra persona.

Non ho mai sentito parlare di amore come una cosa razionale. E’ un istinto, una pulsione fortissima che viene dall’interno e che per un attimo ti estranea anche da tutto ciò che è pensiero. Dal solo momento che tu ti poni dei dubbi sulla persona che hai affianco…significa che anche quello che provi non è certo. Dal momento che ti fermi, lui si ferma, dal momento che lo vivi…lui vive.

 

Non vorrei risultare banale, ma io credo che per quanto consapevoli del fatto che l’amore sia parte di noi, molte volte finiamo per dimenticare che niente e nessuno ci conosce tanto bene quanto le nostre emozioni. Mi sento molto Coelho al momento ma…ascoltare, ascoltarsi, a mio parere eliminerebbe ogni inutile dubbio che spesso ci fermiamo ad analizzare…E capiremmo anche solo il perché, abbiamo scelto di diventare scienziati dell’amore piuttosto che protagonisti delle nostre storie.

 

Viveteci su J

1月14日

Resoconto Capodanno!

Ooooh! Finalmente ho trovato un po’ di tempo per scrivere il resoconto dello splendido capodanno trascorso un paio di settimana fa. Incomincio subito se no finisco col perdermi nel marasma di considerazioni e pensieri che già mi accompagnano nel rivivere quella serata.

 

Partiamo da Lunedì 29, ultima serata dell’anno dedicata al corso di Salsa Cubana (nonché ultima possibilità di riuscire ad organizzare qualcosa di decente).

 

Ore 22 circa, Spatenblabla, bar sotto la scuola.

Dopo aver salutato tutti Donatello, il quale furbamente se l’è defilata con un “ditemi cosa devo portare e io lo portoEli, Daria, Tony, Stefano e Mattia si sono seduti in un tavolino per decidere il da farsi.

Eli e Daria si sono mostrate carichissime da subito, pronte a sfornare in pochi minuti (illuse) un menù con i fiocchi (che Eli aveva anche già preparato su carta iper-colorata e fashinosa, con tanto di bottiglie di champagne dietro il titolo). Del resto, forse l’aria del locale, forse l’atteggiamento del cameriere (decisamente finocchio), Stefano, Tony e Mattia hanno cominciato a fare gli imbecilli come non mai, sfornando idee da hotel cinque stelle plus e preoccupandosi di “quanti uomini e quante donne ci saranno”. Paolo invece, alla destra di Eli, ha cominciato a conversare con altri due amici del corso facendo molta attenzione a non sembrare parte del gruppo…Della serie “io questi qui proprio non li conosco ma me li sono trovati di fianco”.

 

La discussione ha inizio e il primo problema da affrontare viene risolto: si festeggia a casa tua e andiamo al Centergross dopo la mezzanotte, se no c’è troppo casino. Tutti concordano, Eli scrive, ci sarà solo da organizzarsi per i biglietti. Pensiero momentaneo: “Wow, in pochi minuti la prima questione è andata, forse riesco a tornare al corso intermedi”. Illusa 2.

Mentre i tre moschettieri continuano le loro imbecillate, Daria e Eli si concordano sull’orario di ritrovo: 19.30, tanto prima delle 20 non arriva nessuno…E si aprono le danze:

 

CENA DI CAPODANNO! Menù fisso a partire da 5 kg in più a testa.

 

Antipasti: la storia degli antipasti comincia quella stessa sera, quando Tony manda un messaggio a Maddy e non riceve più risposta. Vista la scomparsa della nostra eroina dei tramezzini, gli antipasti vagano di persona in persona per finire con l’essere aggiudicati alle carinissime amiche della Daria che “non vengono più”, “vengono e sono in 5”, “vengono ma sono 4+1”, “vengono ma sono in 3+2” e chiaramente…Visto che dovranno portare questi benedetti antipasti prima delle otto non riescono ad arrivare. Fortuna che era stato tutto previsto. Alla fine consistevano in: patatine e salatini di ogni genere, spuntini di pizza accuratamente tagliati da Eli e Daria (con Stefano e Tony commentatori), noccioline, bibite, vino vino vino e ancora vino.

 

Primi: lo so. Quello che sto per dirvi potrà impressionarvi ma…Sì, il sugo della prima pasta che abbiamo servito, è stato cucinato da un uomo. E non uno qualunque! Dal mitico e insuperabile Chef Tony, che…A mio modesto parere, è riuscito a spacciare per “Sugo alla marchigiana” un ragù moooolto simile a quello bolognese. Che ci fosse lo zampino di Mamma Tony? Beh, poco importa, con i rigatoni (scelti dalla sottoscritta *-*), calzava a pennello e la pentola ha fatto in fretta a svuotarsi.

La seconda portata, invece, è stata preparata dalla mia compagna di progetti Daria, che addirittura per noi, e solo per noi, si è adoperata un pomeriggio nella stesura della pasta a mano, sfornando dei garganelli bianchi e verdi fantastici. Il sugo questa volta era bianco, panna prosciutto e piselli, che mentre l’acqua iniziava a bollire, Eli ha preparato.

 

Secondi: anche in questo caso, le sorprese che vi aspettano non sono poche. Il primo secondo servito al cenone di capodanno, così come i rigatoni di Tony, è stato preparato da uno dei nostri tre moschettieri di cui vi accennavo prima. Questa volta, la trasformazione in cuoco provetto è toccata a Stefano, che ha preparato per noi della Salsiccia con Lenticchie (a detta di altri) buonissima. -Abbiate pietà però la mia pancina non poteva reggere ancora.- Mentre anche per quanto riguarda la seconda portata, un mix di Bimbi e Daria ha prodotto un arrosto con purè delizioso, anch’esso non testimoniato dalla sottoscritta ma comunque da persone fidate. Ah, mi è doveroso precisare che è stato amalgamato dal latte di Eli (quello del mio frigorifero, non pensate male pervertiti!) giusto per mettere il mio zampino anche qui uhuhuh.

 

Dolci: …e arriviamo al punto forte della serata, quello per cui Eli ha lasciato cuore e dieta. Il menù prevedeva il leggendario Mascarpone -made by Holden- e la Panna Cotta della Giulia (mia carissima compagna di università). Ma! Visto che in questo campo la sottoscritta non riesce proprio a tenersi ferma, ha sfruttato le sue conoscenze in campo di calorie e zuccheri per sfornare dei biscottini già famosi al liceo, con Nutella, Mascarpone, tocco di caffè e spolverata di cocco. Se a Tony non è venuto il diabete quella serata, non gli verrà mai più in vita sua XD.

 

Tralasciando i biscottini, che sono stati una sorpresa del momento…Tutto il resto del menù si è definito dopo solo….UN’ORA E MEZZA di chiacchiere. Eli ha definitivamente detto addio al corso intermedi per quanto riguardava il 2008 e ha comprato il biglietto per il dopo serata al Centergross con il caro paparino dietro le spalle a dire “muoviti, dai, che io sono stanco e blablabla”; Mattia invece ha deciso di dare buca per fare prima mentre Paolo, sorridente, si è limitato ad augurarci buon anno e a sparire nella nebbia emiliana.

Sò belle cose.

 

Del resto…La serata è stata veramente bella. Ciascuno di noi, da vero e proprio principiante di ballo, si è trasformato in “insegnante per una notte” e abbiamo provato a trasmettere le nostre misere conoscenze ai ragazzi che invece non facevano parte del corso. Abbiamo aspettato la mezzanotte a passi di Reggaeton su “Veo Veo” e basi Cubane da far drizzare i capelli…Ad un certo punto mi sono anche trovata a ballare, con tanto di tacchi, su una scaletta alla Giovanni Vernia (essiamonoi essiamonoii essiamonoi il paradiso siamo noi essiamonooi…).

Chiaramente, come ogni serata che si rispetti abbiamo stampato lo spumante (che è finito tutto sul pavimento grazie a Tony >_<), botti, fuochi artificiali e lotte con le stelle filanti. Foto (purtroppo, ma che sono anche riuscita a cancellare) e tante risate per il discorso di ringraziamento sempre dello Chef Tony.

 

…Ma questo è solo il pre-serata!

Dopo aver reso la casa presentabile, ci siamo preparati per andare al famoso Centergross a ballare come Dio comanda! E…cosa non potevamo farci mancare? Il tentato sucidio! Infatti, quella sera, il nostro carissimo Signore, Dio Nostro, aveva deciso di mettere a repentaglio le nostre vite ghiacciando completamente una stradina di campagna e sulla quale abbiamo meravigliosamente scivolato rischiando di schiantarci un paio di volte. Non temete però! Dopo esserci ripresi dallo spavento, siamo riusciti ad arrivare a destinazione…A passo di lumaca –ovviamente- ma tutti interi.

A quel punto la serata si è sviluppata come una normale, abbiamo scherzato e ballato fino a distruggerci i piedi (letteralmente per quanto mi riguarda! Ç_ç) e siamo tornati a casa verso le 6 di mattino sciando in mezzo alla bufera che si era scatenata. Daria, Tony e Stefano hanno saggiamente deciso di fermarsi a casa mia e dopo aver preparato una calda camomilla sono iniziate le chiacchiere “serie”. La domanda che ha coinvolto i nostri animi, riguardava la relazione fin’ora vissuta e che ritenevamo la più importante, alla quale si sono susseguiti i commenti degli altri e un mezzo milione di massime di Tony delle quali purtroppo ho solo dei ricordi vaghi come “Il passato non è rimorso ma solo insegnamento”. Anche lì non sono mancate le risate, soprattutto all’intervento di Stefano che, dopo un’ora di conversazione sulle relazioni, è saltato su dicendo “Scusate, ma qual’era la domanda?

Solo verso le otto quindi abbiamo deciso di andare a dormire “giusto un paio d’ore” ma anche lì Eli e Daria si sono perse in conversazioni chilometriche e grandissime minchiate che le hanno tenute sveglie fino alle 9 e mezza del mattino…Citerò ora le migliori:

Eli: << Meeee prima ho detto una ca**ata troppo grande! Hai presente quando eravamo fuori? Ecco, io avevo la fontana luminosa in mano e mi sono messa a saltare dicendo “Faccio il salto della civetta””” Che poi la civetta mica salta!! Volevo dire un altro animale ma non lo ricordo…Che fosse la Libellula?>>

Daria: << Aaaah sì! Ho capito cosa vuoi dire…Ma no dev’essere tipo il salto del cerbiatto, del cervo, della …Oddio ho capito ma non mi viene..>>

Eli: << Ah boh, forse il salto della cavalletta?>>

Daria: << Ma nooo! E’ un salto proprio conosciuto nel balletto…>>

 

Al momento del risveglio, Eli apre gli occhi dopo nemmeno un’ora di riposo:

Daria: << Ma tu non la senti la musica?>>

Eli: << Eh? No no…Non sento nulla..>>

Daria: << Ma sì senti! *inizia a cantare*>>

Eli se la ride e continua a fare no con la testa sprofondando ancora di più nel cuscino.

In realtà Stefano si era già alzato, si era messo a lavare i piatti, preparare la colazione e ad ascoltare un po’ di buona salsa….Ma figuriamoci se in quello stato potevo capirlo!

 

Insomma…Il tutto si è svolto in un clima di serenità e spensieratezza…Ma senza dimenticare la giusta dose di minchiate. J E’ stato un capodanno davvero speciale e che non scorderò facilmente^^

 

Grazie a tutti quelli che lo hanno reso possibile!

Ely


P.s. Se riuscirò ad avere il video con il discorso di Tony, potrei anche pensare di pubblicarlo XD XD

1月1日

Waiting for...

Tra poco scriverò un resoconto del meraviglioso Capodanno trascorso quest notte, perchè "il blog è l'essenza dell'egocentrismo" ...o una cosa del genere. (Aforisma delle 07.20 by Tony)
Anyway, nel frattempo posterò un'immagine da me ottimizzata con cura qualche giorno fa.
Io la trovo semplicemente splendida.
 

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12月26日

Dal libro secondo Zafón.

L'ombra del vento.

A Barcellona una mattina d’estate del 1945 il proprietario di un negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, al cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo segreto dove vengono sottratti all’oblio migliaia di volumi cui il tempo ha cancellato il ricordo. E qui Daniel entra in possesso di un libro “maledetto” che cambierà il corso della sua vita, inducendolo in un mondo di misteri e intrighi legati alla figura di Juliàn Carax, l’autore di quel volume. Daniel ne rimane folgorato, mentre dal passato iniziano a emergere storie di passioni illecite, di amori impossibili, di amicizie e lealtà assolute, di follia omicida e di un macabro segreto custodito in una villa abbandonata. Una storia in cui Daniel ritrova a poco a poco inquietanti parallelismi con la propria vita…

 

Ho voluto iniziare con la trama del libro sebbene i passaggi che copierò di seguito esulano completamente dalla storia principale. Sono i dialoghi che avvengono tra il protagonista Daniel e Fermìn, un vagabondo che diventerà aiutante al negozio di libri del ragazzino e suo padre. Parlano di rapporti fra uomini e donne insegnando tanto, con in più un tocco di ironia e freschezza che li rende piacevoli alla lettura. Riporto tutta la sequenza per chi avesse piacere di leggerli, sottolineerò, metterò in grassetto o corsivo, cambierò il font del succo del discorso per i meno diligenti.

 

Secondo me l’aver accostato intermezzi del genere alla trama di un giallo, rende l’ombra del vento uno dei più bei libri mai letti. Mi auguro possa piacere anche a voi, Buona lettura ^_^

 

Parte prima.

Parentesi: Daniel è rientrato tardi dal negozio, ad aspettarlo c’è Fermìn, l’aiutante, pronto ad interrogarlo circa la visita di una ragazza bellissima che qualche ora prima aveva chiesto di lui.

 

« Era arrabbiato?»

Fermìn scese dalla scala con l'agilità di un gatto.

« Figuriamoci, suo padre è un santo. E poi è contento che lei si sia trovato una fidanzata.»

« Cosa?»

Fermìn mi fece l'occhiolino e si inumidì le labbra.

« Birbante, la teneva nascosta, eh? Una bambola che fermerebbe il traffico. E che classe. Si capisce che ha frequentato buone scuole, anche se ha una certa malizia nello sguardo. Se Bernarda non mi avesse rubato il cuore, perché ancora non le ho raccontato del nostro aperitivo… abbiamo fatto scintille, come nella notte di san Giovanni.»

« Fermìn» lo interruppi. Di cosa sta parlando? »

« Della sua fidanzata.»

« Io non ho la fidanzata, Fermìn.»

« Be’, adesso voi giovani usate altri termini, “ghirlfrend” o…»

« Fermìn, ricominciamo da capo. Di cosa sta parlando? »

Fermìn Romero de Torres mi guardò sconcertato, congiungendo le punta delle dita di una mano e gesticolando alla siciliana.

« Allora, una mezzora fa è passata di qui una bellissima signorina che ha chiesto di lei. Suo padre e il sottoscritto eravamo entrambi presenti e posso garantirle che la ragazza non era affatto un fantasma. Sono pure in grado di descriverle il suo profumo. Lavanda, con una sfumatura più dolce. Come una ciambella appena sfornata.»

« La ciambella ha per caso detto di essere la mia fidanzata?»

« Non in modo esplicito, ma ha fatto un sorrisetto, può immaginarlo, e ha detto che l’aspettava venerdì pomeriggio. Noi ci siamo limitati a fare due più due.»

« Bea» mormorai.

« Dunque esiste» sottolineò Fermìn, sollevato.

« Sì, ma non è la mia fidanzata» replicai.

« E cosa aspetta a farsi avanti?»

« E’ la sorella di Tomàs Aguilar.»

« Il suo amico inventore?»

Annuii.

« A maggior ragione. Senta un po’, se anche fosse la sorella di Gil Robles, io non mi farei scrupoli. È uno schianto. Al posto suo, farei salti mortali dalla gioia.»

« Bea il fidanzato ce l’ha già. È un sottotenente che sta facendo il servizio militare.»

Fermìn, indispettito, sbuffò.

« Ah, l’esercito, covo di una tribù di scimmie. Meglio, così può mettergli le corna senza rimorso.»

« Lei vaneggia, Fermìn. Bea si sposerà appena il sottotenente sarà congedato.»

Fermìn mi lanciò uno sguardo complice.

« Si dia da fare, tanto quella non si sposa.»

« Cosa ne sa lei?»

« Di donne e di questioni mondane, parecchio più di lei. Come ci insegna Freud, la donna desidera il contrario di ciò che pensa o afferma, il che, a ben vedere, non è affatto un problema, in quanto l’uomo, come tutti sanno, obbedisce invece agli stimoli del proprio apparato genitale o digestivo.»

« Lasci perdere la psicologia, Fermìn, ho già capito dove vuole arrivare. Se ha qualcosa da dire, sia sintetico.»

Allora glielo spiego in due parole: quella non aveva l’aria di una che si sposa con un milite.»

« Ah no? E che aria aveva?»

« Morbosa» disse Fermìn, inarcando le sopracciglia con fare misterioso. « E lo consideri un complimento.»

Aveva ragione, come sempre. Decisi di portare il gioco sul suo terreno.

« A proposito, mi racconti come è andata con Bernarda. Vi siete già baciati?»

« Lei mi offende, Daniel. Le ricordo che sta parlando con un professionista della seduzione, e baciarsi al primo incontro è da dilettanti. Le vere donne si conquistano a poco a poco. E’ una tattica psicologica, come le mosse del torero.»

« Insomma, le ha risposto picche.»

« A Fermìn Romero de Torres non risponde picche nemmeno san Rocco. Il fatto è che gli uomini, tornando a Freud e mi perdoni la metafora, si scaldano come lampadine: bollenti in un attimo, fredde un istante dopo. Le donne, invece, ed è una verità scientifica, si scaldano come un ferro da stiro, mi capisce? A poco a poco, a fuoco lento, come una buona escudella, la zuppa di carne con cavolo e ceci. Ma una volta che si sono scaldate, non le ferma più nessuno. Come gli altiforni della Biscaglia.»

Meditai per qualche secondo sulle teorie termodinamiche di Fermìn.

« È la strategia che intende adottare con Bernarda? Mettere il ferro sul fuoco?»

Fermìn mi strizzò l’occhio.

« Quella donna è un vulcano in procinto di eruttare, ha una libido incandescente e il cuore di una santa» sentenziò. A dire il vero, mi ricorda la mia bella mulatta dell’Avana, che era tanto devota ai suoi santi africani. Ma dal momento che sono un gentiluomo vecchio stampo, non ne ho approfittato e mi sono accontentato di un casto bacio sulla guancia. Non ho fretta sa? Il meglio si fa attendere. Certi sempliciotti pensano che, se toccano il culo a una donna e lei non protesta, il più è fatto. Principianti. Il cuore di una donna è un meccanismo complesso, insensibile ai rozzi ragionamenti del maschio avventuriero. Se si vuole davvero possedere una donna, bisogna imparare a pensare come lei. Tutto il resto, il mordbido involucro che ti fa perdere la ragione e l’onore, viene di conseguenza.»

Applaudii con solennità.

« Fermìn, lei è un poeta.»

« No, mi ritengo piuttosto un pragmatico come Ortega. La poesia, per quanto piacevole, è un artificio, mentre le mie parole sono più reali del pane con il pomodoro. Non a caso il maestro diceva: mostratemi un dongiovanni e smaschererò il finocchio che è in lui. Per me sono importanti le cose che durano. Lei mi è testimone: io farò di Bernarda una donna, se non perbene, perché lo è già, quanto meno felice.»

Approvai con un sorriso. Il suo entusiasmo era contagioso e il suo eloquio irresistibile.

« Abbia cura di lei, Fermìn. Bernarda è tanto buona e ha già avuto troppe delusioni.»

« Crede che non me ne sia accorto? Ce l’ha stampato in fronte come il contrassegno del patronato delle vedove di guerra. Glielo dice uno che, quando vuole, sa essere un emerito figlio di puttana: colmerò di felicità quella donna, fosse anche l’ultima cosa che faccio in questo mondo.»

Mi tese la mano con serietà di un cavaliere medievale.

Gliela strinsi.

« Parola di Fermìn Romero de Torres.»

 

 

Parte seconda.

Parentesi: cambierò un secondo l’ordine degli eventi per una migliore comprensione. Prima inserirò la un dialogo tra Fermìn e Daniel riguardo il suo desiderio di diventare padre, poi la fine dell’incontro del Venerdì sera tra Daniel e Bea ed infine il terzo e l’ultimo dialogo che avranno Daniel e Fermìn sull’ammmore.

 

« Posso rivolgerle una domanda personale, Daniel?»

« Naturalmente.»

« La prego di darmi una risposta sincera» disse, schiarendosi la voce. « Lei crede che io possa diventare padre?»

Evidentemente colse la perplessità sul mio volto perché si affrettò a precisare:

« Non mi riferivo alla paternità biologica. Sono sempre stato bruttino, ma, grazie a Dio, o ricevuto un dono dalla natura: la virilità di un toro. Mi riferisco a un altro genere di padre. Un buon padre, insomma.»

« Un buon padre?»

« Sì, come il suo. Un uomo intelligente e sensibile, capace di ascoltare, educare e rispettare una creatura senza farle scontare i propri difetti. Una persona che un figlio possa ammirare, e a cui vorrebbe assomigliare.»

« Perché me lo domanda Fermìn? Ero convinto non credesse nel matrimonio e nella famiglia. Il gioco e tutto il resto, ricorda?»

« È vero, è roba da dilettanti. Il matrimonio e la famiglia sono il guscio vuoto e spetta a noi riempirlo di significato. Senza contenuto, sono solo un campionario di ipocrisie. Ciarpame e chiacchiere. Ma se l’amore è autentico, non quello che si sbandiera ai quattro venti, ma quello che si dimostra con i fatti…»

« Sembra un altro uomo, Fermìn.»

« Lo sono. Bernarda mi ha fatto desiderare di essere migliore di quel che sono.»

« Come mai?»

« Per meritarla. Lei non può capire perché è giovane, ma col tempo si renderà conto che è più importante cedere che dare. Bernarda ed io abbiamo parlato a lungo. È nata per essere madre, lei lo sa bene. La sua gioia più grande, io credo, sarebbe avere dei figli. E a me quella donna piace più delle pesche sciroppate. Si figuri che per lei sono persino disposto a rimettere piede in una chiesa, dopo trentadue anni di totale astinenza clericale, per recitare i salmi di san Stefano o di qualsiasi altro beato.»

« Come corre, Fermìn. Vi conoscete appena…»

« Alla mia età, Daniel, se non hai le idee chiare sei fottuto. Ci sono due o tre ragioni per cui vale la pena di vivere, tutto il resto è letame. In passato ho fatto molte sciocchezze, ma ora il mio unico desiderio è rendere felice Bernarda e morire tra le sue braccia, quando sarà il momento. Voglio essere di nuovo un uomo rispettabile. Non per me, io me ne infischio del rispetto di quel branco di scimmie che sono gli esseri umani, ma per lei. Perché Bernarda crede negli sceneggiati, nei preti, nella rispettabilità e nella Madonna di Lourdes. È fatta così e io le voglio bene per come è, e non le toglierei un solo pelo di quelli che ha sul mento. Per questo desidero che sia fiera di me. Voglio che pensi: il mio Fermìn è un grand’uomo, come Cary Grant, Hemingway o Manolete.»

Incrociai le braccia sul petto e ponderai la faccenda.

« Ne ha già parlato con Bernarda? Dell’idea di mettere al mondo un figlio, intendo?»

Per chi mi ha preso? Le sembra che io vada in giro a proporre alle donne di farsi mettere incinte? Non che mi manchi la voglia, eh? Fosse per questo, Merceditas, quell’allocca, sarebbe già gravida di tre gemelli e vivrei da re, ma…»

« L’ha detto a Bernarda che vorrebbe formare una famiglia?»

« Non è necessario, Daniel. Per certe cose non servono le parole.»

Annuii.

« Allora, per quanto possa valere la mia opinione, ritengo che sarà un padre ed un marito esemplare, anche se non crede nelle convenzioni, anzi, proprio per questo, così non darà nulla per scontato.»

Fermìn spruzzava felicità da tutti i pori.

« Lo pensa davvero?»

« Certo.»

 

 

« Quando possiamo rivederci?»

« Non lo so, Daniel.»

« Domani?»

« Per favore, Daniel. Non lo so.»

Annuii. Mi accarezzò il viso.

« E’ meglio che tu vada, adesso.»

« Sai almeno dove trovarmi, no?»

Fece segno di sì.

« Aspetterò.»

« Anch’io.»

 

 

Trascorsi il Sabato in trance, dietro il banco della libreria, sperando di veder comparire Bea come per magia. A ogni squillo del telefono mi precipitavo a rispondere, strappando il ricevitore dalle mani di mio padre o di Fermìn. A metà pomeriggio avevano chiamato una ventina di clienti e io continuavo a non avere notizie di Bea. Mi rassegnai, così, all’idea che il mondo e la mia misera esistenza fossero giunti alla fine. Nel frattempo, approfittando dell’assenza di mio padre che si era recato a San Gervasio per stimare una collezione privata, Fermìn mi impartì l’ennesima lezione sui segreti degli intrighi amorosi.

 

« Cerchi di calmarsi o le verranno i calcoli al fegato» mi consigliò. « Corteggiare una donna è come ballare il tango: tutta scena assurda. Ma l’uomo è lei e quindi le tocca prendere l’iniziativa.»

La faccenda buttava male.

« L’iniziativa? Io?»

« Cosa pretende? È il prezzo che dobbiamo pagare per il privilegio di pisciare in piedi.»

« Ma Bea mi ha detto che si sarebbe fatta viva lei.»

« Non conosce le donne, Daniel. Mi gioco la gratifica di Natale che in questo preciso momento la fanciulla è a casa, languidamente affacciata ad una finestra, tipo signora delle camelie, ad aspettare che lei la sottragga dalle grinfie di quello zoticone di suo padre e la trascini in un’incontenibile spirale di lussuria e peccato.»

« Sicuro?»

« Ne ho la certezza matematica.»

« E se avesse deciso di non vedermi più?»

« Guardi, Daniel, le donne, con rare eccezioni, quali la sua vicina Merceditas, sono più intelligenti di noi o, perlomeno, più sincere con se stesse rispetto a ciò che vogliono. Che poi te lo facciano sapere è un altro paio di maniche. La femmina, Daniel, è un enigma della natura. E’ una babele, un labirinto. Se le lascia il tempo di pensare, non ha più scampo. Si ricordi: cuore caldo e mente fredda. È il codice del seduttore

 

12月12日

Emozioni

A Te - Jovanotti
 
(Tu chiamale se vuoi...emozioni...)

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A te che sei l’unica al mondo, l’unica ragione,
per arrivare fino in fondo ad ogni mio respiro...
Quando ti guardo dopo un giorno pieno di parole,
senza che tu mi dica niente tutto si fa chiaro.

A te che mi hai trovato all’angolo coi pugni chiusi,
con le mie spalle contro il muro pronto a difendermi...
Con gli occhi bassi stavo in fila con i disillusi,
Tu mi hai raccolto come un gatto r mi hai portato con te.

A te io canto una canzone perchè non ho altro,
niente di meglio da offrirti di tutto quello che ho...
Prendi il mio tempo e la magìa che con un solo salto,
ci fa volare dentro l’aria come bollicine.

A te che sei, semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei

A te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più...
A te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore.

A te che io ti ho visto piangere nella mia mano,
fragile che potevo ucciderti stringendoti un pò...
E poi ti ho visto con la forza di un aeroplano,
prendere in mano la tua vita e trascinarla in salvo.

A te che mi hai insegnato i sogni e l’arte dell’avventura,
a te che credi nel coraggio  anche nella paura...
A te che sei la miglior cosa che mi sia successa,
A te che cambi tutti i giorni e resti sempre la stessa.

A te che sei, semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei

A te che sei, essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei

A te che non ti piaci mai e sei una meraviglia,
le forze della natura si concentrano in te...
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano,
sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano.

A te che sei l’unica amica che io posso avere,
l’unico amore che vorrei se io non ti avessi con me...
A te che hai reso la mia vita bella da morire,
che riesci a render la fatica un immenso piacere.

A te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più...
A te che hai dato senso al tempo Senza misurarlo,
A te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore.

A te che sei, semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei

E a te che sei, semplicemente sei
Compagna dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
 
 
Alcune frasi potrei anche dedicarle...Ma in realtà mi piacerebbere essere quel Te per qualcuno prima o poi.
11月19日

Tanti auguri...

19 Novembre 2009.
 
Oggi...Compie ben 19 anni (e tutti in una volta!) lui:

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E...sì, mi rendo conto possa sembrare una persona normalissima...invece...
Dovete sapere che è stato ricoverato circa un anno fa in una clinica psichiatrica... Ma non si è mai più ripreso...
 
......ovviamente sto scherzando XD XD
 
Matteo è una persona normalissima per qualsiasi altra stia leggendo questo post ma...è per me una persona speciale nonché unica...
Signori e signori sto per presentarvi...                                             Il mio primo amore Cuore rosso
E...fidatevi...non dico amore tanto per dire...Credo che tra materne, elementari e medie io abbia passato almeno otto anni persa di questa persona e viceversa (xD). Ma. Torniamo al nocciolo del discorso.
Oggi è il suo compleanno. E quando mi sono collegata su quel cesso di programma...ahem..su msn..per fargli gli auguri et tartassarlo di domande su come aveva intenzione di festeggiare, che regali aveva ricevuto etc..etc..è saltato fuori che a lui non fregava assolutamente niente di questo giorno e che anzi! eresie di tutte le eresie lo riteneva un giorno come gli altri.
 
A questo punto...pensate solamente di striscio che io abbia potuto accettare tale risposta?
Chiaramente no. E da qui nasce il motivo secondario del post: rendere questo giorno il più speciale possibile, per farti capire, mio caro Teo, che il compleanno è solo l'aspetto materiale del festeggiamento. Infatti...Quando si compiono gli anni automaticamente si viaggia indietro nel tempo. Si ripercorre mentalmente quello che si è vissuto e si raccolgono le esperienze migliori per cercare di conservarle più a lungo all'interno della nostra memoria. Tua mamma ti guarderà, e ricorderà quel lontano 19 Novembre dell'89 in cui per la prima volta sorridevi, o meglio, piangevi al mondo per manifestare la tua presenza. Tuo padre ricorderà tutte le volte che ti ha dovuto accompagnare agli allenamenti di calcio, ogni volta che ha fatto il tifo per te, e soprattutto, alle scelte che ha fatto per farti diventare ogni giorno di più un ometto. Allo stesso modo io ti verrò a cercare su messenger, ti scriverò un messaggio e ricorderò tutte quelle volte che ho dovuto pensare a quale regalo ti avrebbe fatto più piacere ricevere nel giorno del tuo compleanno. Una volta, ma questo credo fosse per san valentino...Devo aver anche tentato di preparare dei cioccolatini con le mie dolci manine... Mandando chiaramente in fumo la cucina XD
 
Insomma, guai a te se provi a dirmi che è un giorno come gli altri, se no vengo a casa tua e ti lancio con la catapulta del castello dei pirati (...esiste ancora *-*?) un bignè in un occhio >_< ...coff coff...Arriviamo all'epilogo, e al raissunto di tutto ciò.
 
Con questo post e con questo piccolo blend, collage etc...IMMAGINE...
Ti auguro i miei più sinceri e affettuosi auguri...Sperando che tu possa portare sempre dentro al cuore tutto questo e...perchè no, ricordarlo ogni qualvolta ti toccherà di soffiare delle candeline ^_^
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N.B. L'immagine si vede completa solamente se si apre il post oppure la si salva sul pc ^^ 
 
P.s. Il giorno è anche da ritenere sacro in onore di tua mamma che al tuo compleanno riempiva la tavola di tronky, kinder cereali, duplo e chi più ne ha più ne metta rendendomi la bambina più felice del mondo *-*
 
 
 Ely <3

 

11月7日

Promesse

Avrei un sacco di buone notizie da dare.  Ieri le abbiamo contate, sono quattro.
Posso assicurare che dato l'ultimo periodo, quattro sono davvero "un sacco".
 
E niente, scrivo qui in realtà solo per avvertirvi del fatto.
Mi è passata la voglia di pensare a come raccontarle per trasmettervi quello che sto provando. Credo, fra l'altro, di non essere nemmeno in grado di dargli tanto onore. Purtroppo, scrivere una cosa che non è in grado di essere compresa, è davvero triste. Inoltre, cosa assolutamente fondamentale, ho raccontato queste quattro notizie alla persona che avrebbe saputo meglio raccoglierle, viverle e comprenderle, quindi, in un certo senso, è come se il mio bisogno di condividerle si fosse esaurito proprio nel momento in cui le ne ho parlato con lui.
 
...Mi spiace tanto >_< Se volete posso darvi il suo contatto anonimamente così sapete con chi farvela XD
 
A parte le baggianate, che dire: rallegratevi.
Anche perché sempre grazie a questa persona ho riscoperto il valore del mio sorriso.
Non vi sto a spiegare come io sia arrivata a limitarli, ultimamente, né perchè sostanzialmente avessi preso questa decisione...Sta di fatto che non me ne importerà più un fico secco di quello che gli altri penseranno quando io sorriderò, né se lo troveranno inoppurtuno, falso o ridicolo.
Sappiate tutti che sebbene questi sorrisi possano sembrare senza senso, ho fatto una promessa che ho assolutamente intenzione di mantenere.
 
E' il minimo che possa fare per ringraziarti.
Con tanto affetto,
Ely ^_____^
10月23日

In & Out

What's life without a dream to hold?
Take my hand and never let me go...
 
(Sono cose della vita - Eros Ramazzotti & Cher)

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Ultimo lavoro phoshoppiano: avvolgente.
Per me chiaro.
Sarà che incosciamente vorrei riuscire a dormire anche io tranquilla come Lily, fra le grandi braccia di un orso...juventino.
(Chiamatelo panda se più vi aggrada).
Rigorosamente con gli occhi arancioni.
Chiaro anche questo.
Colori forti tra l'altro. O per meglio dire...intensi.
 
Me gusta, me gusta.
Elilyna.
 ---
 
 
 NoTiZiE dAl MoNdO InTeRnO
..Rigorosamente da ignorare..
 
In questi ultimi giorni mi sono resa conto di quanto io sia...difficile (da sopportare, da vivere, da capire, da apprezzare e sentire). Stop. Punto e a capo.
In questi ultimi giorni ho desiderato essere...inconsapevole di essere difficile (da sopportare, da vivere, da capire, da apprezzare e sentire). Stop. Punto e a capo.
In questi ultimi giorni sto avendo davvero paura di essere anche difficile...da amare. Stop. Punto e a capo (?)
 
Spazio.
10月15日

I'm Alive

Lo so che non sembra ma..sono ancora viva!
Sono solo...decisamente impegnata >_<
 
 
Con affetto (Cuore rosso),
Elisuccia.
 
 
P.s. Volevo comunque fare notare che, in passato ho ritenuto positivi i momenti in cui non scrivevo nel blog...e devo dire che fino ad ora si continua su questa linea. Sono finalmente tranquilla e ringrazio il cielo per questo**
8月21日

Loving Song

 

 
Song lyrics | Another Lonely Day lyrics

8月15日

Boh o.o

Non sono ancora pronta per scrivere.
 
Però vi lascio una perla della giornata di ieri: torno a casa dalla Puglia.
 
Nonna: Dai, vieni al bingo con noi tu che sei fortunata!
Ely: Io? Ma se ho una fortuna in amore da far paura! [Ironia Mode-on]
*vanno al bingo*
...20 minuti dopo...
Ely: BINGOO!!!
Nonna: Noooo! [Alla Jean Cloud] Quanto hai vinto?
Ely: 75 Euro! *_*
Nonna: Oh! Prenditi almeno 20 euro a casa o mi arrabbio!
Ely: Se ne facciamo un altro (convinta che non sarebbe mai potuto accadere) questi teneteveli voi che mi portate sempre!
*Nonna annuisce*
...15 minuti dopo...
Nonna: Cinquina!!
Ely: Grande! Altri cinque euro e mezzo nonna!
*continuano la partita..*
...2 minuti dopo...
Ely: BiNGOO!!! Nonna! Altri 45 euro!
Nonna: Visto che hai fatto bene a venire?
Ely: Tutto questo insegna: devo rinunciare all'amore. Però almeno la consolazione ce l'ho >_<
 
*La nonna mi manda a ca*are e comincia ad elencare dei nomi maschili...poi dal nulla*
Nonno: La smettete voi due di lamentarvi che l'unico qui che avrebbe il diritto  di farlo perchè non vince e si deve anche subire due come voi sono io?
 
*scoppiano a ridere*
 
Baci!
 
Ely
 
 
 
P.s. Buon Ferragosto a tutti! Noi con i soldi della vincita torniamo oggi a vedere come butta XD
 
6月26日

AAA. Cercasi Relax

Ultimamente è tutto un via vai di emozioni: stress, nervosismo, tensione, stanchezza, agitazione, tristezza, arrabbiatura, senso di colpa, insoddisfazione, delusione…

 

Sto arrivando al limite, ho bisogno di pace.

Spero mi sarà concessa, almeno, dopo la mezza giornata di questo fottuto 1 Luglio 2008.

 

Non ne posso più.

 

Quando io mi fermo, chiudo gli occhi, la mente non si ferma.

E’ come se fosse costantemente in moto: ragiona, ragiona, ragiona.

 

Gira, gira, gira, gira…

 

E’ pesante.

 

Rielabora, pensa, costruisce, analizza, ricorda…

Ed io vorrei solo fermarmi.

 

E il caldo ti opprime, ti ruba energia.  

E lo studio ti opprime, ti ruba energia.

E la mente ti opprime, ti ruba energia.

 

E il cuore ti opprime e finisci le tue energie.

 

 

Devo riuscire ad allontanare questo senso di impotenza e debolezza.

Mi sento vuota ed incapace.

 

Ho bisogno di una strada da seguire.

Ho bisogno di una via di fuga.

Di un anti-stress.

Di una fine.

End.

5月28日

Eloisa - Informazione Gratuita

Si avvisano i gentili visitatori del blog che Lely (senz'apostrofo), ha definitivamente rinunciato alla realizzazione di un blog intereramente positivo, poichè: IMPOSSIBILE.
Infatti, si è fortuitamente resa conto che quando le capitano cose "felici", la voglia di trascriverle è decisamente inferiore a confronto di quando nella sua vita si manifestano avvenimenti "negativi".

Pensatela così: meno scrive, meglio è. XD
 
Baci!
L.
 
5月23日

Ridere fà bene.

Beccatevi questa, fà sbragare:
 
La mia vita è bellissima.
Eppure non passa giorno, che dall'inizio alla fine possa essere ritenuto tale.
 
Io sono fortunatissima.
Eppure mi sembra che lo sia nelle cose più inutili.
 
Sono parecchio intelligente.
Eppure la metà, se non di più, delle cose che dico fanno solo danni.
 
Ho una famiglia splendida.
Eppure c'è sempre in giro questa sensazione di vuoto pazzesca.
 
Amo tantissime persone.
Eppure non riesco a dimostrarlo a nessuna di loro.
 
Tutto questo non è possibile.
 
[Smile]
Ely
 
 
 
 
5月18日

Docce all'aperto

Si consiglia l'ascolto di: Eric Clapton - River of Tears / James Blunt - Tears And Rain

Tears of Sky

 ©2007-2008 ~Vacantly

 

Ieri sera ero bellissima. Mi capita di rado, quasi mai, ma ero proprio bella.

Non avevo niente di particolare addosso: i soliti pantaloni neri, la canottierina nera e una camicia bianca, lunga, che abbracciava tutta la pelle, semitrasparente, delicata.

Però i miei occhi erano espressivi. Erano truccati bene.

I capelli erano arruffati, ma divinamente. Era bastata una molletta, da un lato, a tirarli sù, e si era creata una combinazione perfetta.

Il fard era passato sulle mie tenere guanciotte il giusto numero di volte.

L’ombretto marrone, non-notabile, alzava segretamente lo sguardo insieme al filo nero di mascara sulle ciglia.

Avrei dovuto fotografarmi, ma visto che le fotografie non riescono a rendere quell’alchimia o combinazione azzeccata ho preferito rinunciare.

Meglio un bel ricordo.

 

Stamattina pioveva.

Mi ero dimenticata la molletta sui capelli. Forse inconsciamente speravo di sentirmi bella anche oggi, chissà.

Pioveva. E non ho saputo proprio resistere.

Sono finita sotto la pioggia, sotto l’acquazzone.

Mi sono confusa alle lacrime del cielo, oggi;

ho sentito, addosso, il calore dell’acqua, che, inesorabile, accarezzava la mia pelle.

Era un po’ come la camicia che avevo ieri. Semitrasparente, delicata, mi avvolgeva.

E poco dopo mi sono sentita di nuovo bella.

E mi sono sentita parte di lei,

una lacrima,

ero una lacrima,

e piangevo con lei.

 

Promemoria Personale: Ricordarsi di fare più spesso una doccia in compagnia. :P

 

Ely

5月5日

SOS - Terra chiama Papà!

Papy And Me

 

 

Accidenti! Devo assolutamente scrivere prima di non avere più tempo. Quelle poche volte che accade qualcosa degno di essere scritto su quetto blog mi pare il caso di approfittarne…

Beh, com’è chiaro dal titolo il post riguarderà mio padre. Condividerò con voi un’esperienza davvero importante, scusate se non sono molto precisa e dettagliata in alcune cose ma credo che un po’ di privacy mi spetti pure >_<

In realtà non si tratterà di lui in maniera specifica ma più del rapporto che c’è fra di noi.

Uhm…Direi di cominciare dalla data: Lunedì 28 Marzo 2008

La giornata era cominciata con: << Ali, io non so che ca**o fare perchè bla bla bla…Ma poi se è così allora bla bla bla…E però potrebbe essere che… bla bla bla… MA non ne ho ancora parlato a mio padre. Dopo l’ultima discussione non riesco ad esprimere esattamente quello che mi passa per la testa. Credo sia spaventato. E per questo prevenuto. Ma io ho bisogno di parlarne con lui. Comunque andrò da una psicologa. […] Boh, ma magari mi basterebbe lui. Non so che fare. Dovrebbe chiedermi lui qualcosa, si è comportato male. Mi ha detto che lo fa per me. Dio che casino. >>

Finiscono le eterne cinque ore. Se ho solo seguito mezza parola già mi sembra tanto.

<< Ok Ali, parlo con Papà poi con la Psicologa.>>

Mi alzo, ignoro totalmente le persone che mi circondano.

Dimentico il pranzo, dimentico gli appuntamenti, dimentico la garanzia del telefono.

Devo parlare con mio padre. E’ un bisogno primario.

Non mi era mai successo di non parlare con lui, di cose tanto importanti, per più di qualche giorno. Inaccettabile.

Vado a lavoro da lui e comincio a sbiascicare le prime parole.

Mi auto-maledico.

Eppure il mio discorso sembrava talmente perfetto prima di arrivargli di fronte.

Ora non azzecco le parole. Non so se vi è mai capitato: dovete spiegare una cosa, sapete esattamente cosa bisogna dire eppure…Le parole che escono dalla vostra bocca sono sbagliate. Sbagliate perché non rendono quello che vi sta passando per la testa alla perfezione. Mi fermo un attimo, piango, lo convinco ancora di più che ha ragione pur desiderando esattamente l’opposto. Non riesce a capire, perché piango. La paura di portargli delle preoccupazioni, la paura di deluderlo. Potesse vedere che non penso a me ma a lui, a loro. Non riesco a spiegare, ma comunque glielo dico. Manca il contatto. Sono tentata dall’idea di andarmene.

Eppure ancora una volta mi sono fermata, ho preso fiato, lui era disponibile, non urlava. Non potevo andarmene, l’avrei rimpianto tutta la vita. Siamo due persone ragionevoli, mi dico: ce la faremo.

E ho ripreso. Ho ricominciato. Nuovi scontri, nuovi punti di vista. Esprimo il mio desiderio di ascoltarne anche un terzo. Gli spiego che per quanto le sue sensazioni si muovono alla base di conoscenze e sapere sono influenzate dalla paura e dal bene che mi vuole. Rimane pur sempre mio padre, come a me rimane il mio modo di essere. E’ d’accordo, troviamo un punto in comune. Bingo. Primo passo verso la salvezza.

Provo a spiegargli il perché di alcuni miei atteggiamenti. Provo a spiegargli come sono, come ragiono e come sono consapevole di essere e ragionare così. Di nuovo capisce, e scatta il secondo nesso, la seconda domanda comune che sembra superare il semplice: cosa devo fare?

Perché, sono così? Estremamente così, non semplicemente così.

Che non sia solo bontà, ma anche condizionamento inconscio dovuto alle persone che mi circondano, alla speranza di non essere completamente inutile, alla speranza in fondo di riuscire a fare qualcosa di buono a questo mondo, di essere speciale in qualcosa o per qualcuno.

E qui di nuovo la sensazione di aver toccato un tasto in comune fra due pensieri contrastanti.

Le cause, i fini che mi muovono sono positivi. Ma è davvero solo questo che mi spinge ad essere così? Ho chiaro in mente quali sono i miei limiti e le mie forze anche caratteriali?

Purtroppo non lo so, ma vedrò di scoprirlo.

Intanto, improvvisamente, mi sento più leggera. Sono quasi le tre e la pancia comincia a brontolare.

Ricordo la fame, il telefono, le persone.

Mi offrono un panino al prosciutto e mi sembra di non aver mai desiderato altro.

Vado a mangiare in mensa, sono sola, ma anche nella consapevolezza ci siano dei problemi da risolvere mi sento serena.

Poi la porta ad un certo punto si apre e mio padre entra in lacrime.

Credo siano parole che non scorderò mai:

<< Non so se stai sbagliando, se sto sbagliando, se sbaglieremo entrambi o se entrambi abbiamo ragione. Non so cosa succederà in futuro, né voglio pretendere di saperlo. Ma sappi che mi commuovo perché sento che possiamo parlare apertamente di qualsiasi problema si tratti. Sono fiero e orgoglioso della sincerità che mi concedi, il nostro rapporto e dialogo al giorno d’oggi mi rende un papà fortunato. >>

Mi abbraccia e io non riesco a far altro che piangere di nuovo. Ripenso solo un attimo al momento in cui avrei preferito andarmene e lasciar perdere e mi rendo conto di quanto sarei stata stupida.

<< Credo che sapere di poter contare l’uno sull’altro sia una cosa davvero bellissima. Per lo meno nel male, questo di bene c’è di sicuro.>>

E si ritorna a casa. Si respira profondamente e si spegne per qualche ora la mente.

C’è bisogno di leggerezza adesso.

Il primo passo per risolvere un problema è capire che c’è e magari anche qual è. Focalizzarlo.

Quel passo, con lui, Lunedì, l’ho fatto.

 

Elisa.