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March 17 Le famose Pallottole...Non ho tempo di spiegare tutto, riassumerò quest'ultimo mese con dei flash cui titolo del blog fa riferimento..
"Poi visto che è San Valentino l'atmosfera è diversa....."
"Se tra un anno non migliora dovrai fare un intervento..."
"Grazie topolina! Ti voglio bene anche io!" "Preparati! Tra poco tornerò in pista e sarai la prima che inviterò!"
"Non ti fare strane idee, stavo solo pensando alle diversità..."
"Con o senza Mattia io voglio bailar!" "Ma io e te...vederci no eh??"
"Non ce la faccio più..."
"Se hai due minuti per parlare...Fammi uno squillo!" [I famosi trequarti d'ora]
"A voi donne, che siete amiche, che siete l'amore: auguri di cuore."
"ODDIO L'HA FATTO! Mi ha detto Ti Amo!"
"Pensavo non ti interessasse, tutto qua."
"Anche questo qui, si potrebbe considerare tradimento."
"Sembrate il trio medusa..." "Miraccomando non cambiare mai."
"Così non ha molto senso che stiate insieme.." "La accortecceranno, diventerà una scatola da scarpe."
"Tu proprio non capisci niente." "Sei stato bene allora? Si. Tu? Sì."
"Attenzione che fai male al bambino!"
"Ma perchè tu ci devi essere sempre e le altre no?"
"Ca**o! Ho fatto una minchiata, sono un'idiota!" "Quando torni, guida piano. Notte..."
"Ma io devo proprio chiedertelo: state insieme?" "Grazie di tutto." February 09 I am what I am.I aM wHaT i Am I'm Elisa.
Elisa è sincerità, onestà e umiltà.
Elisa è bontà, simpatia e sorriso sul volto.
Elisa è lacrime, sensibilità e fragilità. (Frailty, thy name is woman).
Elisa è rabbia, vendetta e gelosia. Elisa è aggressività, urla e istinto. Elisa è cortesia, gentilezza e rispetto. Elisa è parole e libri. Musica e canzone. Elisa è soul, salsa e hip hop. Elisa è jazz, blues e rock. Elisa è dipinto, disegno e ritratto. Elisa è poesia. Elisa è impegno e dedizione. Elisa è discrezione, timidezza e riservatezza. Elisa è bisogno. Elisa è dolcezza, è contatto. Elisa è abbraccio, carezza e bacio. Elisa è passione e sensualità. Elisa è sfiorarsi. Elisa è respirarsi. Elisa è profumo. Elisa è colazione all’alba, pranzi e cena a dismisura. Elisa è cucina. Elisa è dolci (ma soprattutto Mascarpone). Elisa è messaggi e squilli continui. È cioccolatini, biglietti, pensieri e regali. Elisa è romanticismo, è mesiversario, anniversario, è il primo bacio. Elisa è sorpresa. Elisa è aspettative. Elisa è analizzare, ascoltare e capire. Elisa è cartoni della Disney, favole e magia. Elisa è gioco, scherzo e divertimento. Elisa è Amicizia, Famiglia e Amore. Elisa è Mente e Corpo. Elisa è semplicità e difficoltà. Elisa è bambina, ragazza e donna. Elisa è pazienza, razionalità e intelligenza. Elisa è presenza. Elisa è testardaggine e insicurezza. Elisa è l’ultima parola. Elisa è la piccola cosa. Elisa è dettaglio. Elisa è ricordo. Elisa è sogno. Elisa è l'invisibile. Elisa è l’insospettabile, l’irraggiungibile, l’inavvicinabile. Elisa è e non è. Elisa è follia. Elisa è imperfezione. Elisa è unicità e rarità.
Io SoNo QuElLo ChE sOnO. Io sono Elisa.
*** Auguri 'more. January 23 PoesiaAlda Merini.
January 16 Seguendo la curiosità.Dal blog di un amico, sono arrivata, per pura curiosità, al blog di una ragazza cui ultimo intervento mi ha fatto molto riflettere. Ho deciso di riportarlo qui di seguito ma, attenzione, senza violare in alcun modo la sua privacy in quanto, di fatto, non sto facendo altro che pubblicare una citazione letteraria. Probabilmente, dopo aver terminato Momo, vedrò di procurarmi quest'altro libro^^
L'insostenibile leggerezza dell'essere. "E' un amore disinteressato: Tereza non vuole nulla da Karenin. Non vuole nemmeno l'amore. Non si è mai posta quelle domande che torturano le coppie umane: mi ama? Ha mai amato qualcuna più di me? Mi ama più di quanto lo ami io? Forse tutte queste domande rivolte all'amore, che lo misurano, lo indagano, lo esaminano, lo sottopongono a interrogatorio, riescono anche a distruggerlo sul nascere. Forse non siamo capaci di amare proprio perché desideriamo essere amati, vale a dire vogliamo qualcosa (l'amore) dell'altro invece di avvicinarci a lui senza pretese e volere solo la sua semplice presenza."
[M. Kundera]
Ecco, ora, io non credo necessario cadere in estremismi: è inevitabile, quando si comincia una relazione di qualunque tipo, porsi delle domande. Se così non fosse, la questione diventerebbe ancora più preoccupante (a mio parere). Quello che però bisognerebbe raccogliere da queste parole e di cui bisognerebbe fare tesoro…E’ il sottile legame che lega il pensiero al reale, quello che senti con quello che effettivamente vivi. Una storia d’amore non può essere caratterizzata da dubbi e interrogativi. Soprattutto inizialmente, ciò che ha più valore, sono le emozioni e le sensazioni che si provano solamente stando vicina ad un’altra persona. Non ho mai sentito parlare di amore come una cosa razionale. E’ un istinto, una pulsione fortissima che viene dall’interno e che per un attimo ti estranea anche da tutto ciò che è pensiero. Dal solo momento che tu ti poni dei dubbi sulla persona che hai affianco…significa che anche quello che provi non è certo. Dal momento che ti fermi, lui si ferma, dal momento che lo vivi…lui vive.
Non vorrei risultare banale, ma io credo che per quanto consapevoli del fatto che l’amore sia parte di noi, molte volte finiamo per dimenticare che niente e nessuno ci conosce tanto bene quanto le nostre emozioni. Mi sento molto Coelho al momento ma…ascoltare, ascoltarsi, a mio parere eliminerebbe ogni inutile dubbio che spesso ci fermiamo ad analizzare…E capiremmo anche solo il perché, abbiamo scelto di diventare scienziati dell’amore piuttosto che protagonisti delle nostre storie.
Viveteci su J January 14 Resoconto Capodanno!Ooooh! Finalmente ho trovato un po’ di tempo per scrivere il resoconto dello splendido capodanno trascorso un paio di settimana fa. Incomincio subito se no finisco col perdermi nel marasma di considerazioni e pensieri che già mi accompagnano nel rivivere quella serata.
Partiamo da Lunedì 29, ultima serata dell’anno dedicata al corso di Salsa Cubana (nonché ultima possibilità di riuscire ad organizzare qualcosa di decente).
Ore 22 circa, Spatenblabla, bar sotto la scuola. Dopo aver salutato tutti Donatello, il quale furbamente se l’è defilata con un “ditemi cosa devo portare e io lo porto” Eli, Daria, Tony, Stefano e Mattia si sono seduti in un tavolino per decidere il da farsi. Eli e Daria si sono mostrate carichissime da subito, pronte a sfornare in pochi minuti (illuse) un menù con i fiocchi (che Eli aveva anche già preparato su carta iper-colorata e fashinosa, con tanto di bottiglie di champagne dietro il titolo). Del resto, forse l’aria del locale, forse l’atteggiamento del cameriere (decisamente finocchio), Stefano, Tony e Mattia hanno cominciato a fare gli imbecilli come non mai, sfornando idee da hotel cinque stelle plus e preoccupandosi di “quanti uomini e quante donne ci saranno”. Paolo invece, alla destra di Eli, ha cominciato a conversare con altri due amici del corso facendo molta attenzione a non sembrare parte del gruppo…Della serie “io questi qui proprio non li conosco ma me li sono trovati di fianco”.
La discussione ha inizio e il primo problema da affrontare viene risolto: si festeggia a casa tua e andiamo al Centergross dopo la mezzanotte, se no c’è troppo casino. Tutti concordano, Eli scrive, ci sarà solo da organizzarsi per i biglietti. Pensiero momentaneo: “Wow, in pochi minuti la prima questione è andata, forse riesco a tornare al corso intermedi”. Illusa 2. Mentre i tre moschettieri continuano le loro imbecillate, Daria e Eli si concordano sull’orario di ritrovo: 19.30, tanto prima delle 20 non arriva nessuno…E si aprono le danze:
CENA DI CAPODANNO! Menù fisso a partire da 5 kg in più a testa.
Antipasti: la storia degli antipasti comincia quella stessa sera, quando Tony manda un messaggio a Maddy e non riceve più risposta. Vista la scomparsa della nostra eroina dei tramezzini, gli antipasti vagano di persona in persona per finire con l’essere aggiudicati alle carinissime amiche della Daria che “non vengono più”, “vengono e sono in 5”, “vengono ma sono 4+1”, “vengono ma sono in 3+2” e chiaramente…Visto che dovranno portare questi benedetti antipasti prima delle otto non riescono ad arrivare. Fortuna che era stato tutto previsto. Alla fine consistevano in: patatine e salatini di ogni genere, spuntini di pizza accuratamente tagliati da Eli e Daria (con Stefano e Tony commentatori), noccioline, bibite, vino vino vino e ancora vino.
Primi: lo so. Quello che sto per dirvi potrà impressionarvi ma…Sì, il sugo della prima pasta che abbiamo servito, è stato cucinato da un uomo. E non uno qualunque! Dal mitico e insuperabile Chef Tony, che…A mio modesto parere, è riuscito a spacciare per “Sugo alla marchigiana” un ragù moooolto simile a quello bolognese. Che ci fosse lo zampino di Mamma Tony? Beh, poco importa, con i rigatoni (scelti dalla sottoscritta *-*), calzava a pennello e la pentola ha fatto in fretta a svuotarsi. La seconda portata, invece, è stata preparata dalla mia compagna di progetti Daria, che addirittura per noi, e solo per noi, si è adoperata un pomeriggio nella stesura della pasta a mano, sfornando dei garganelli bianchi e verdi fantastici. Il sugo questa volta era bianco, panna prosciutto e piselli, che mentre l’acqua iniziava a bollire, Eli ha preparato.
Secondi: anche in questo caso, le sorprese che vi aspettano non sono poche. Il primo secondo servito al cenone di capodanno, così come i rigatoni di Tony, è stato preparato da uno dei nostri tre moschettieri di cui vi accennavo prima. Questa volta, la trasformazione in cuoco provetto è toccata a Stefano, che ha preparato per noi della Salsiccia con Lenticchie (a detta di altri) buonissima. -Abbiate pietà però la mia pancina non poteva reggere ancora.- Mentre anche per quanto riguarda la seconda portata, un mix di Bimbi e Daria ha prodotto un arrosto con purè delizioso, anch’esso non testimoniato dalla sottoscritta ma comunque da persone fidate. Ah, mi è doveroso precisare che è stato amalgamato dal latte di Eli (quello del mio frigorifero, non pensate male pervertiti!) giusto per mettere il mio zampino anche qui uhuhuh.
Dolci: …e arriviamo al punto forte della serata, quello per cui Eli ha lasciato cuore e dieta. Il menù prevedeva il leggendario Mascarpone -made by Holden- e la Panna Cotta della Giulia (mia carissima compagna di università). Ma! Visto che in questo campo la sottoscritta non riesce proprio a tenersi ferma, ha sfruttato le sue conoscenze in campo di calorie e zuccheri per sfornare dei biscottini già famosi al liceo, con Nutella, Mascarpone, tocco di caffè e spolverata di cocco. Se a Tony non è venuto il diabete quella serata, non gli verrà mai più in vita sua XD.
Tralasciando i biscottini, che sono stati una sorpresa del momento…Tutto il resto del menù si è definito dopo solo….UN’ORA E MEZZA di chiacchiere. Eli ha definitivamente detto addio al corso intermedi per quanto riguardava il 2008 e ha comprato il biglietto per il dopo serata al Centergross con il caro paparino dietro le spalle a dire “muoviti, dai, che io sono stanco e blablabla”; Mattia invece ha deciso di dare buca per fare prima mentre Paolo, sorridente, si è limitato ad augurarci buon anno e a sparire nella nebbia emiliana. Sò belle cose.
Del resto…La serata è stata veramente bella. Ciascuno di noi, da vero e proprio principiante di ballo, si è trasformato in “insegnante per una notte” e abbiamo provato a trasmettere le nostre misere conoscenze ai ragazzi che invece non facevano parte del corso. Abbiamo aspettato la mezzanotte a passi di Reggaeton su “Veo Veo” e basi Cubane da far drizzare i capelli…Ad un certo punto mi sono anche trovata a ballare, con tanto di tacchi, su una scaletta alla Giovanni Vernia (essiamonoi essiamonoii essiamonoi il paradiso siamo noi essiamonooi…). Chiaramente, come ogni serata che si rispetti abbiamo stampato lo spumante (che è finito tutto sul pavimento grazie a Tony >_<), botti, fuochi artificiali e lotte con le stelle filanti. Foto (purtroppo, ma che sono anche riuscita a cancellare) e tante risate per il discorso di ringraziamento sempre dello Chef Tony.
…Ma questo è solo il pre-serata! Dopo aver reso la casa presentabile, ci siamo preparati per andare al famoso Centergross a ballare come Dio comanda! E…cosa non potevamo farci mancare? Il tentato sucidio! Infatti, quella sera, il nostro carissimo Signore, Dio Nostro, aveva deciso di mettere a repentaglio le nostre vite ghiacciando completamente una stradina di campagna e sulla quale abbiamo meravigliosamente scivolato rischiando di schiantarci un paio di volte. Non temete però! Dopo esserci ripresi dallo spavento, siamo riusciti ad arrivare a destinazione…A passo di lumaca –ovviamente- ma tutti interi. A quel punto la serata si è sviluppata come una normale, abbiamo scherzato e ballato fino a distruggerci i piedi (letteralmente per quanto mi riguarda! Ç_ç) e siamo tornati a casa verso le 6 di mattino sciando in mezzo alla bufera che si era scatenata. Daria, Tony e Stefano hanno saggiamente deciso di fermarsi a casa mia e dopo aver preparato una calda camomilla sono iniziate le chiacchiere “serie”. La domanda che ha coinvolto i nostri animi, riguardava la relazione fin’ora vissuta e che ritenevamo la più importante, alla quale si sono susseguiti i commenti degli altri e un mezzo milione di massime di Tony delle quali purtroppo ho solo dei ricordi vaghi come “Il passato non è rimorso ma solo insegnamento”. Anche lì non sono mancate le risate, soprattutto all’intervento di Stefano che, dopo un’ora di conversazione sulle relazioni, è saltato su dicendo “Scusate, ma qual’era la domanda?” Solo verso le otto quindi abbiamo deciso di andare a dormire “giusto un paio d’ore” ma anche lì Eli e Daria si sono perse in conversazioni chilometriche e grandissime minchiate che le hanno tenute sveglie fino alle 9 e mezza del mattino…Citerò ora le migliori: Eli: << Meeee prima ho detto una ca**ata troppo grande! Hai presente quando eravamo fuori? Ecco, io avevo la fontana luminosa in mano e mi sono messa a saltare dicendo “Faccio il salto della civetta””” Che poi la civetta mica salta!! Volevo dire un altro animale ma non lo ricordo…Che fosse la Libellula?>> Daria: << Aaaah sì! Ho capito cosa vuoi dire…Ma no dev’essere tipo il salto del cerbiatto, del cervo, della …Oddio ho capito ma non mi viene..>> Eli: << Ah boh, forse il salto della cavalletta?>> Daria: << Ma nooo! E’ un salto proprio conosciuto nel balletto…>>
Al momento del risveglio, Eli apre gli occhi dopo nemmeno un’ora di riposo: Daria: << Ma tu non la senti la musica?>> Eli: << Eh? No no…Non sento nulla..>> Daria: << Ma sì senti! *inizia a cantare*>> Eli se la ride e continua a fare no con la testa sprofondando ancora di più nel cuscino. In realtà Stefano si era già alzato, si era messo a lavare i piatti, preparare la colazione e ad ascoltare un po’ di buona salsa….Ma figuriamoci se in quello stato potevo capirlo!
Insomma…Il tutto si è svolto in un clima di serenità e spensieratezza…Ma senza dimenticare la giusta dose di minchiate. J E’ stato un capodanno davvero speciale e che non scorderò facilmente^^
Grazie a tutti quelli che lo hanno reso possibile! Ely
January 01 Waiting for...Tra poco scriverò un resoconto del meraviglioso Capodanno trascorso quest notte, perchè "il blog è l'essenza dell'egocentrismo" ...o una cosa del genere. (Aforisma delle 07.20 by Tony)
Anyway, nel frattempo posterò un'immagine da me ottimizzata con cura qualche giorno fa.
Io la trovo semplicemente splendida.
December 26 Dal libro secondo Zafón.L'ombra del vento. A Barcellona una mattina d’estate del 1945 il proprietario di un negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, al cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo segreto dove vengono sottratti all’oblio migliaia di volumi cui il tempo ha cancellato il ricordo. E qui Daniel entra in possesso di un libro “maledetto” che cambierà il corso della sua vita, inducendolo in un mondo di misteri e intrighi legati alla figura di Juliàn Carax, l’autore di quel volume. Daniel ne rimane folgorato, mentre dal passato iniziano a emergere storie di passioni illecite, di amori impossibili, di amicizie e lealtà assolute, di follia omicida e di un macabro segreto custodito in una villa abbandonata. Una storia in cui Daniel ritrova a poco a poco inquietanti parallelismi con la propria vita…
Ho voluto iniziare con la trama del libro sebbene i passaggi che copierò di seguito esulano completamente dalla storia principale. Sono i dialoghi che avvengono tra il protagonista Daniel e Fermìn, un vagabondo che diventerà aiutante al negozio di libri del ragazzino e suo padre. Parlano di rapporti fra uomini e donne insegnando tanto, con in più un tocco di ironia e freschezza che li rende piacevoli alla lettura. Riporto tutta la sequenza per chi avesse piacere di leggerli, sottolineerò, metterò in grassetto o corsivo, cambierò il font del succo del discorso per i meno diligenti.
Secondo me l’aver accostato intermezzi del genere alla trama di un giallo, rende l’ombra del vento uno dei più bei libri mai letti. Mi auguro possa piacere anche a voi, Buona lettura ^_^
Parte prima. Parentesi: Daniel è rientrato tardi dal negozio, ad aspettarlo c’è Fermìn, l’aiutante, pronto ad interrogarlo circa la visita di una ragazza bellissima che qualche ora prima aveva chiesto di lui.
« Era arrabbiato?» Fermìn scese dalla scala con l'agilità di un gatto. « Figuriamoci, suo padre è un santo. E poi è contento che lei si sia trovato una fidanzata.» « Cosa?» Fermìn mi fece l'occhiolino e si inumidì le labbra. « Birbante, la teneva nascosta, eh? Una bambola che fermerebbe il traffico. E che classe. Si capisce che ha frequentato buone scuole, anche se ha una certa malizia nello sguardo. Se Bernarda non mi avesse rubato il cuore, perché ancora non le ho raccontato del nostro aperitivo… abbiamo fatto scintille, come nella notte di san Giovanni.» « Fermìn» lo interruppi. Di cosa sta parlando? » « Della sua fidanzata.» « Io non ho la fidanzata, Fermìn.» « Be’, adesso voi giovani usate altri termini, “ghirlfrend” o…» « Fermìn, ricominciamo da capo. Di cosa sta parlando? » Fermìn Romero de Torres mi guardò sconcertato, congiungendo le punta delle dita di una mano e gesticolando alla siciliana. « Allora, una mezzora fa è passata di qui una bellissima signorina che ha chiesto di lei. Suo padre e il sottoscritto eravamo entrambi presenti e posso garantirle che la ragazza non era affatto un fantasma. Sono pure in grado di descriverle il suo profumo. Lavanda, con una sfumatura più dolce. Come una ciambella appena sfornata.» « La ciambella ha per caso detto di essere la mia fidanzata?» « Non in modo esplicito, ma ha fatto un sorrisetto, può immaginarlo, e ha detto che l’aspettava venerdì pomeriggio. Noi ci siamo limitati a fare due più due.» « Bea» mormorai. « Dunque esiste» sottolineò Fermìn, sollevato. « Sì, ma non è la mia fidanzata» replicai. « E cosa aspetta a farsi avanti?» « E’ la sorella di Tomàs Aguilar.» « Il suo amico inventore?» Annuii. « A maggior ragione. Senta un po’, se anche fosse la sorella di Gil Robles, io non mi farei scrupoli. È uno schianto. Al posto suo, farei salti mortali dalla gioia.» « Bea il fidanzato ce l’ha già. È un sottotenente che sta facendo il servizio militare.» Fermìn, indispettito, sbuffò. « Ah, l’esercito, covo di una tribù di scimmie. Meglio, così può mettergli le corna senza rimorso.» « Lei vaneggia, Fermìn. Bea si sposerà appena il sottotenente sarà congedato.» Fermìn mi lanciò uno sguardo complice. « Si dia da fare, tanto quella non si sposa.» « Cosa ne sa lei?» « Di donne e di questioni mondane, parecchio più di lei. Come ci insegna Freud, la donna desidera il contrario di ciò che pensa o afferma, il che, a ben vedere, non è affatto un problema, in quanto l’uomo, come tutti sanno, obbedisce invece agli stimoli del proprio apparato genitale o digestivo.» « Lasci perdere la psicologia, Fermìn, ho già capito dove vuole arrivare. Se ha qualcosa da dire, sia sintetico.» Allora glielo spiego in due parole: quella non aveva l’aria di una che si sposa con un milite.» « Ah no? E che aria aveva?» « Morbosa» disse Fermìn, inarcando le sopracciglia con fare misterioso. « E lo consideri un complimento.» Aveva ragione, come sempre. Decisi di portare il gioco sul suo terreno. « A proposito, mi racconti come è andata con Bernarda. Vi siete già baciati?» « Lei mi offende, Daniel. Le ricordo che sta parlando con un professionista della seduzione, e baciarsi al primo incontro è da dilettanti. Le vere donne si conquistano a poco a poco. E’ una tattica psicologica, come le mosse del torero.» « Insomma, le ha risposto picche.» « A Fermìn Romero de Torres non risponde picche nemmeno san Rocco. Il fatto è che gli uomini, tornando a Freud e mi perdoni la metafora, si scaldano come lampadine: bollenti in un attimo, fredde un istante dopo. Le donne, invece, ed è una verità scientifica, si scaldano come un ferro da stiro, mi capisce? A poco a poco, a fuoco lento, come una buona escudella, la zuppa di carne con cavolo e ceci. Ma una volta che si sono scaldate, non le ferma più nessuno. Come gli altiforni della Biscaglia.» Meditai per qualche secondo sulle teorie termodinamiche di Fermìn. « È la strategia che intende adottare con Bernarda? Mettere il ferro sul fuoco?» Fermìn mi strizzò l’occhio. « Quella donna è un vulcano in procinto di eruttare, ha una libido incandescente e il cuore di una santa» sentenziò. A dire il vero, mi ricorda la mia bella mulatta dell’Avana, che era tanto devota ai suoi santi africani. Ma dal momento che sono un gentiluomo vecchio stampo, non ne ho approfittato e mi sono accontentato di un casto bacio sulla guancia. Non ho fretta sa? Il meglio si fa attendere. Certi sempliciotti pensano che, se toccano il culo a una donna e lei non protesta, il più è fatto. Principianti. Il cuore di una donna è un meccanismo complesso, insensibile ai rozzi ragionamenti del maschio avventuriero. Se si vuole davvero possedere una donna, bisogna imparare a pensare come lei. Tutto il resto, il mordbido involucro che ti fa perdere la ragione e l’onore, viene di conseguenza.» Applaudii con solennità. « Fermìn, lei è un poeta.» « No, mi ritengo piuttosto un pragmatico come Ortega. La poesia, per quanto piacevole, è un artificio, mentre le mie parole sono più reali del pane con il pomodoro. Non a caso il maestro diceva: mostratemi un dongiovanni e smaschererò il finocchio che è in lui. Per me sono importanti le cose che durano. Lei mi è testimone: io farò di Bernarda una donna, se non perbene, perché lo è già, quanto meno felice.» Approvai con un sorriso. Il suo entusiasmo era contagioso e il suo eloquio irresistibile. « Abbia cura di lei, Fermìn. Bernarda è tanto buona e ha già avuto troppe delusioni.» « Crede che non me ne sia accorto? Ce l’ha stampato in fronte come il contrassegno del patronato delle vedove di guerra. Glielo dice uno che, quando vuole, sa essere un emerito figlio di puttana: colmerò di felicità quella donna, fosse anche l’ultima cosa che faccio in questo mondo.» Mi tese la mano con serietà di un cavaliere medievale. Gliela strinsi. « Parola di Fermìn Romero de Torres.»
Parte seconda. Parentesi: cambierò un secondo l’ordine degli eventi per una migliore comprensione. Prima inserirò la un dialogo tra Fermìn e Daniel riguardo il suo desiderio di diventare padre, poi la fine dell’incontro del Venerdì sera tra Daniel e Bea ed infine il terzo e l’ultimo dialogo che avranno Daniel e Fermìn sull’ammmore.
« Posso rivolgerle una domanda personale, Daniel?» « Naturalmente.» « La prego di darmi una risposta sincera» disse, schiarendosi la voce. « Lei crede che io possa diventare padre?» Evidentemente colse la perplessità sul mio volto perché si affrettò a precisare: « Non mi riferivo alla paternità biologica. Sono sempre stato bruttino, ma, grazie a Dio, o ricevuto un dono dalla natura: la virilità di un toro. Mi riferisco a un altro genere di padre. Un buon padre, insomma.» « Un buon padre?» « Sì, come il suo. Un uomo intelligente e sensibile, capace di ascoltare, educare e rispettare una creatura senza farle scontare i propri difetti. Una persona che un figlio possa ammirare, e a cui vorrebbe assomigliare.» « Perché me lo domanda Fermìn? Ero convinto non credesse nel matrimonio e nella famiglia. Il gioco e tutto il resto, ricorda?» « È vero, è roba da dilettanti. Il matrimonio e la famiglia sono il guscio vuoto e spetta a noi riempirlo di significato. Senza contenuto, sono solo un campionario di ipocrisie. Ciarpame e chiacchiere. Ma se l’amore è autentico, non quello che si sbandiera ai quattro venti, ma quello che si dimostra con i fatti…» « Sembra un altro uomo, Fermìn.» « Lo sono. Bernarda mi ha fatto desiderare di essere migliore di quel che sono.» « Come mai?» « Per meritarla. Lei non può capire perché è giovane, ma col tempo si renderà conto che è più importante cedere che dare. Bernarda ed io abbiamo parlato a lungo. È nata per essere madre, lei lo sa bene. La sua gioia più grande, io credo, sarebbe avere dei figli. E a me quella donna piace più delle pesche sciroppate. Si figuri che per lei sono persino disposto a rimettere piede in una chiesa, dopo trentadue anni di totale astinenza clericale, per recitare i salmi di san Stefano o di qualsiasi altro beato.» « Come corre, Fermìn. Vi conoscete appena…» « Alla mia età, Daniel, se non hai le idee chiare sei fottuto. Ci sono due o tre ragioni per cui vale la pena di vivere, tutto il resto è letame. In passato ho fatto molte sciocchezze, ma ora il mio unico desiderio è rendere felice Bernarda e morire tra le sue braccia, quando sarà il momento. Voglio essere di nuovo un uomo rispettabile. Non per me, io me ne infischio del rispetto di quel branco di scimmie che sono gli esseri umani, ma per lei. Perché Bernarda crede negli sceneggiati, nei preti, nella rispettabilità e nella Madonna di Lourdes. È fatta così e io le voglio bene per come è, e non le toglierei un solo pelo di quelli che ha sul mento. Per questo desidero che sia fiera di me. Voglio che pensi: il mio Fermìn è un grand’uomo, come Cary Grant, Hemingway o Manolete.» Incrociai le braccia sul petto e ponderai la faccenda. « Ne ha già parlato con Bernarda? Dell’idea di mettere al mondo un figlio, intendo?» Per chi mi ha preso? Le sembra che io vada in giro a proporre alle donne di farsi mettere incinte? Non che mi manchi la voglia, eh? Fosse per questo, Merceditas, quell’allocca, sarebbe già gravida di tre gemelli e vivrei da re, ma…» « L’ha detto a Bernarda che vorrebbe formare una famiglia?» « Non è necessario, Daniel. Per certe cose non servono le parole.» Annuii. « Allora, per quanto possa valere la mia opinione, ritengo che sarà un padre ed un marito esemplare, anche se non crede nelle convenzioni, anzi, proprio per questo, così non darà nulla per scontato.» Fermìn spruzzava felicità da tutti i pori. « Lo pensa davvero?» « Certo.»
« Quando possiamo rivederci?» « Non lo so, Daniel.» « Domani?» « Per favore, Daniel. Non lo so.» Annuii. Mi accarezzò il viso. « E’ meglio che tu vada, adesso.» « Sai almeno dove trovarmi, no?» Fece segno di sì. « Aspetterò.» « Anch’io.»
Trascorsi il Sabato in trance, dietro il banco della libreria, sperando di veder comparire Bea come per magia. A ogni squillo del telefono mi precipitavo a rispondere, strappando il ricevitore dalle mani di mio padre o di Fermìn. A metà pomeriggio avevano chiamato una ventina di clienti e io continuavo a non avere notizie di Bea. Mi rassegnai, così, all’idea che il mondo e la mia misera esistenza fossero giunti alla fine. Nel frattempo, approfittando dell’assenza di mio padre che si era recato a San Gervasio per stimare una collezione privata, Fermìn mi impartì l’ennesima lezione sui segreti degli intrighi amorosi.
« Cerchi di calmarsi o le verranno i calcoli al fegato» mi consigliò. « Corteggiare una donna è come ballare il tango: tutta scena assurda. Ma l’uomo è lei e quindi le tocca prendere l’iniziativa.» La faccenda buttava male. « L’iniziativa? Io?» « Cosa pretende? È il prezzo che dobbiamo pagare per il privilegio di pisciare in piedi.» « Ma Bea mi ha detto che si sarebbe fatta viva lei.» « Non conosce le donne, Daniel. Mi gioco la gratifica di Natale che in questo preciso momento la fanciulla è a casa, languidamente affacciata ad una finestra, tipo signora delle camelie, ad aspettare che lei la sottragga dalle grinfie di quello zoticone di suo padre e la trascini in un’incontenibile spirale di lussuria e peccato.» « Sicuro?» « Ne ho la certezza matematica.» « E se avesse deciso di non vedermi più?» « Guardi, Daniel, le donne, con rare eccezioni, quali la sua vicina Merceditas, sono più intelligenti di noi o, perlomeno, più sincere con se stesse rispetto a ciò che vogliono. Che poi te lo facciano sapere è un altro paio di maniche. La femmina, Daniel, è un enigma della natura. E’ una babele, un labirinto. Se le lascia il tempo di pensare, non ha più scampo. Si ricordi: cuore caldo e mente fredda. È il codice del seduttore.»
December 12 EmozioniA Te - Jovanotti
(Tu chiamale se vuoi...emozioni...)
A te che sei l’unica al mondo, l’unica ragione,
per arrivare fino in fondo ad ogni mio respiro...
Quando ti guardo dopo un giorno pieno di parole, senza che tu mi dica niente tutto si fa chiaro. A te che mi hai trovato all’angolo coi pugni chiusi, con le mie spalle contro il muro pronto a difendermi... Con gli occhi bassi stavo in fila con i disillusi, Tu mi hai raccolto come un gatto r mi hai portato con te. A te io canto una canzone perchè non ho altro, niente di meglio da offrirti di tutto quello che ho...
Prendi il mio tempo e la magìa che con un solo salto, ci fa volare dentro l’aria come bollicine. A te che sei, semplicemente sei Sostanza dei giorni miei Sostanza dei giorni miei A te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande, a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più... A te che hai dato senso al tempo senza misurarlo, a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore. A te che io ti ho visto piangere nella mia mano, fragile che potevo ucciderti stringendoti un pò... E poi ti ho visto con la forza di un aeroplano, prendere in mano la tua vita e trascinarla in salvo. A te che mi hai insegnato i sogni e l’arte dell’avventura, a te che credi nel coraggio anche nella paura... A te che sei la miglior cosa che mi sia successa, A te che cambi tutti i giorni e resti sempre la stessa. A te che sei, semplicemente sei Sostanza dei giorni miei Sostanza dei sogni miei A te che sei, essenzialmente sei Sostanza dei sogni miei Sostanza dei giorni miei A te che non ti piaci mai e sei una meraviglia, le forze della natura si concentrano in te... Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano, sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano. A te che sei l’unica amica che io posso avere, l’unico amore che vorrei se io non ti avessi con me... A te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere. A te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande, a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più... A te che hai dato senso al tempo Senza misurarlo, A te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore. A te che sei, semplicemente sei Sostanza dei giorni miei Sostanza dei sogni miei E a te che sei, semplicemente sei Compagna dei giorni miei Sostanza dei sogni miei Alcune frasi potrei anche dedicarle...Ma in realtà mi piacerebbere essere quel Te per qualcuno prima o poi. November 19 Tanti auguri...19 Novembre 2009.
Oggi...Compie ben 19 anni (e tutti in una volta!) lui:
E...sì, mi rendo conto possa sembrare una persona normalissima...invece...
Dovete sapere che è stato ricoverato circa un anno fa in una clinica psichiatrica... Ma non si è mai più ripreso...
......ovviamente sto scherzando XD XD
Matteo è una persona normalissima per qualsiasi altra stia leggendo questo post ma...è per me una persona speciale nonché unica...
Signori e signori sto per presentarvi... Il mio primo amore
E...fidatevi...non dico amore tanto per dire...Credo che tra materne, elementari e medie io abbia passato almeno otto anni persa di questa persona e viceversa (xD). Ma. Torniamo al nocciolo del discorso.
Oggi è il suo compleanno. E quando mi sono collegata su quel cesso di programma...ahem..su msn..per fargli gli auguri et tartassarlo di domande su come aveva intenzione di festeggiare, che regali aveva ricevuto etc..etc..è saltato fuori che a lui non fregava assolutamente niente di questo giorno e che anzi! eresie di tutte le eresie lo riteneva un giorno come gli altri.
A questo punto...pensate solamente di striscio che io abbia potuto accettare tale risposta?
Chiaramente no. E da qui nasce il motivo secondario del post: rendere questo giorno il più speciale possibile, per farti capire, mio caro Teo, che il compleanno è solo l'aspetto materiale del festeggiamento. Infatti...Quando si compiono gli anni automaticamente si viaggia indietro nel tempo. Si ripercorre mentalmente quello che si è vissuto e si raccolgono le esperienze migliori per cercare di conservarle più a lungo all'interno della nostra memoria. Tua mamma ti guarderà, e ricorderà quel lontano 19 Novembre dell'89 in cui per la prima volta sorridevi, o meglio, piangevi al mondo per manifestare la tua presenza. Tuo padre ricorderà tutte le volte che ti ha dovuto accompagnare agli allenamenti di calcio, ogni volta che ha fatto il tifo per te, e soprattutto, alle scelte che ha fatto per farti diventare ogni giorno di più un ometto. Allo stesso modo io ti verrò a cercare su messenger, ti scriverò un messaggio e ricorderò tutte quelle volte che ho dovuto pensare a quale regalo ti avrebbe fatto più piacere ricevere nel giorno del tuo compleanno. Una volta, ma questo credo fosse per san valentino...Devo aver anche tentato di preparare dei cioccolatini con le mie dolci manine... Mandando chiaramente in fumo la cucina XD
Insomma, guai a te se provi a dirmi che è un giorno come gli altri, se no vengo a casa tua e ti lancio con la catapulta del castello dei pirati (...esiste ancora *-*?) un bignè in un occhio >_< ...coff coff...Arriviamo all'epilogo, e al raissunto di tutto ciò.
Con questo post e con questo piccolo blend, collage etc...IMMAGINE...
Ti auguro i miei più sinceri e affettuosi auguri...Sperando che tu possa portare sempre dentro al cuore tutto questo e...perchè no, ricordarlo ogni qualvolta ti toccherà di soffiare delle candeline ^_^
N.B. L'immagine si vede completa solamente se si apre il post oppure la si salva sul pc ^^
P.s. Il giorno è anche da ritenere sacro in onore di tua mamma che al tuo compleanno riempiva la tavola di tronky, kinder cereali, duplo e chi più ne ha più ne metta rendendomi la bambina più felice del mondo *-*
Ely <3
November 07 PromesseAvrei un sacco di buone notizie da dare. Ieri le abbiamo contate, sono quattro.
Posso assicurare che dato l'ultimo periodo, quattro sono davvero "un sacco".
E niente, scrivo qui in realtà solo per avvertirvi del fatto.
Mi è passata la voglia di pensare a come raccontarle per trasmettervi quello che sto provando. Credo, fra l'altro, di non essere nemmeno in grado di dargli tanto onore. Purtroppo, scrivere una cosa che non è in grado di essere compresa, è davvero triste. Inoltre, cosa assolutamente fondamentale, ho raccontato queste quattro notizie alla persona che avrebbe saputo meglio raccoglierle, viverle e comprenderle, quindi, in un certo senso, è come se il mio bisogno di condividerle si fosse esaurito proprio nel momento in cui le ne ho parlato con lui.
...Mi spiace tanto >_< Se volete posso darvi il suo contatto anonimamente così sapete con chi farvela XD
A parte le baggianate, che dire: rallegratevi.
Anche perché sempre grazie a questa persona ho riscoperto il valore del mio sorriso.
Non vi sto a spiegare come io sia arrivata a limitarli, ultimamente, né perchè sostanzialmente avessi preso questa decisione...Sta di fatto che non me ne importerà più un fico secco di quello che gli altri penseranno quando io sorriderò, né se lo troveranno inoppurtuno, falso o ridicolo.
Sappiate tutti che sebbene questi sorrisi possano sembrare senza senso, ho fatto una promessa che ho assolutamente intenzione di mantenere.
E' il minimo che possa fare per ringraziarti.
Con tanto affetto,
Ely ^_____^ October 23 In & OutWhat's life without a dream to hold?
Take my hand and never let me go...
(Sono cose della vita - Eros Ramazzotti & Cher)
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